Tavola&Viaggi

In giro per le Langhe tra cantine e ristoranti

Ho organizzato questo viaggetto con pochi giorni d’anticipo grazie all’aiuto di amici e conoscenti che mi hanno raccomandato di visitare alcuni dei luoghi che descriverò qui in seguito. Nonostante il poco tempo, il mio giro è stato davvero un enorme successo. La destinazione era le Langhe, terra piemontese famosa per la produzione di vino e il tartufo.
Così con gli occhiali da sole in tasca (e l’ombrello in macchina, per sicurezza), la moleskine in una mano per gli appunti e lo smartphone nell’altra per le foto, sono partito per il Piemonte. Appena abbandonata l’autostrada mi sono ritrovato immerso in piccole strade di campagna circondate da distese di magnifiche vigne: un colpo d’occhio davvero stupefacente.

La prima meta è stata La Morra dove mi sono fermato a pranzo all’Osteria More e Macine (per leggere la recensione clicca qui), locale raccomandatomi da Elsa, di cui sono rimasto piacevolmente sorpreso. Dopo due passi per smaltire e per scattare qualche foto dal punto panoramico, sono saltato in macchina in direzione Barolo.

Pieno di curiosità mi apprestavo a visitare la mia prima cantina: Terre da vino. Quest’ultima, molto moderna nella struttura, è la più grande azienda vinicola del Piemonte, con i suoi oltre 5 mila ettari di vigneti. La visita è stata davvero interessante grazie anche e soprattutto alla bravura della guida che ha illustrato nei dettagli le fasi della produzione, dal periodo nei barrique in rovere francese, all’imbottigliamento. Ricordo con piacere l’intenso odore di legno che si respirava in alcune zone della cantina. Al termine della visita gratuita, mi sono fermato per una degustazione di vino (non organizzata al meglio, complice anche la folla di gente che invadeva l’area in quel momento). Calici, dai due euro in su, a scelta tra il più classico rosso e il bianco: ho optato per un barbera d’Asti e uno d’Alba davvero di qualità. Ho lasciato Terre da vino comunque soddisfatto per ciò che ho sentito, scoperto e osservato.

Dopo una buona cena presso l’agriturismo Il Cortile (per l’articolo clicca qui), posto davvero carini con una vista mozzafiato sulle valli circostanti, ho passato la notte alla Cascina Rabalot a Diano d’Alba, un agriturismo accogliente, gestito da una signora davvero disponibile e gentile.

La mattina successiva sveglia presto perché la prima visita era fissata per le ore 10 all’azienda vinicola Ceretto. Mentre la struttura antica della cantina, voluta da Vittorio Emanuele nel 1870, è rimasta pressoché invariata, con volte in mattoni rosso che sovrastano le file di barrique, la parte nuova è stata disegnata da un architetto italiano. Quest’ultima, davvero magnifica, comprende la sala della degustazione, il punto vendita e una struttura a forma d’acino d’uva da cui si gode di un magnifico panorama sulle vigne. La visita in sé non mi ha entusiasmato: troppa enfasi sulla famiglia Ceretto e poca sul vino (interessante però la scoperta del ristorante di cui è proprietaria la famiglia ad Alba, con tre stelle michelin). Ottima invece la parte della degustazione che comprendeva tre rossi: un Rossana (Dolcetto d’Alba, 2012), un Asy (Barbaresco, 2010) e un Brunate (Barolo, 2005). Tre vini buoni, le cui diversità ci sono state ben spiegate dalla guida. Unica pecca: mi aspettavo di provare il loro cavallo di battaglia, il Blangé, un bianco.

Dato che il pranzo era previsto a Bra, ho colto l’occasione per fare un salto a Pollenzo (una piccola frazione) dove, all’interno del castello, ha sede la prestigiosa Università di scienze gastronomiche (fondata da Slow Food nel 2004), che attira studenti provenienti da tutto il mondo.

A Bra ho pranzato da Boccon Divino (per leggere la recensione, clicca qui), celebre ristorante di Carlo Petrini, e punto cardine del movimento internazionale Slow Food. Scelta azzeccatissima, effettuata su suggerimento di un amico.

Nel pomeriggio, prima del rientro a Milano, ho fatto due passi prima a Cherasco, famosa per il cioccolato, e infine ad Alba al mercato mondiale del Tartufo. All’ingresso del tendone (costo per entrare 2€) già si sentiva il profumo del fungo più famoso e caro (prezzi dai 2500€ ai 3000€ al kilo) del pianeta, che veniva gelosamente custodito in vere e proprie teche.

Il mio giro per le Langhe è terminati lì ad Alba, dopo aver tentato, invano, di portare a casa un pezzettino di quel prelibato ingrediente.
È stato un giro breve, ma molto intenso, soprattutto per la mia pancia, viste le fantastiche mangiate e bevute.
Un ringraziamento speciale lo devo fare a Stefano, Elsa, Carola e Farah (del blog http://viagginelcassetto.com/) per i consigli e a Sara (del blog http://tasteandtravelmilanoandmore.wordpress.com/) per l’aiuto: senza di loro questo viaggio non sarebbe stato così  interessante.

Mappe

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Questa voce è stata pubblicata il novembre 6, 2013 alle 15:35. È archiviata in Dove, Europa, In Europa, In Italia, Italia, Langhe (Piemonte), Viaggi con tag , , , , , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Segui tutti i commenti qui con il feed RSS di questo articolo.

6 pensieri su “In giro per le Langhe tra cantine e ristoranti

  1. Ma grazie a te!
    Sono contenta che alla fine sia andato tutto bene e le foto sono una gran bella testimonianza (quella in panoramica è splendida).
    A presto! 🙂

  2. Pingback: Osteria More e Macine – La Morra (Cuneo) | Tavola&Viaggi

  3. Pingback: Boccon Divino, ristorante Slow Food – Bra (Cuneo) | Tavola&Viaggi

  4. Pingback: Agriturismo Il Cortile – Diano d’Alba (Cuneo) | Tavola&Viaggi

  5. Pingback: I Migliori Articoli di Viaggio - Novembre e Dicembre 2013 | HostelBookers Blog

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